FACCIAMO CHIAREZZA: Fototerapia VS fotografia terapeutica
A cura di Ilenia Baldina – tempo di lettura 2 min

La fototerapia e la fotografia terapeutica sono due approcci distinti che utilizzano la fotografia come strumento per il benessere psicologico, ma differiscono nel contesto, nella guida professionale e nell’applicazione. Entrambi si basano sul lavoro pionieristico di Judy Weiser, psicologa e arteterapeuta che negli anni ’70 ha formalizzato queste tecniche.
Differenze principali:
• Fototerapia (o PhotoTherapy): Si tratta di un approccio clinico strutturato, integrato in un percorso psicoterapeutico. Utilizza fotografie personali, album di famiglia, autoritratti o immagini scattate dal paziente per stimolare emozioni, ricordi e riflessioni, facilitando la comunicazione non verbale e l’elaborazione di traumi, conflitti o dinamiche psichiche. È una “fotografia in terapia”, guidata da protocolli specifici per esplorare l’inconscio e promuovere il cambiamento terapeutico.
• Fotografia terapeutica (o Therapeutic Photography): È una pratica autonoma e non clinica, definita come “fotografia come terapia”. Le persone usano la fotografia in modo creativo e personale (scattare e farsi scattare foto, riflettere su immagini, creare narrazioni visive) per l’auto-esplorazione, la crescita personale, l’espressione emotiva o la gestione di difficoltà quotidiane. Non richiede un setting terapeutico formale e può essere fatta individualmente, in gruppi o per progetti di consapevolezza.
In sintesi, la fototerapia è professionale e terapeutica in senso stretto (richiede precauzioni cliniche), mentre la fotografia terapeutica è accessibile a tutti, più informale e orientata all’empowerment personale o sociale.
Chi usa la fototerapia:
La fototerapia è praticata esclusivamente da professionisti qualificati della salute mentale, come:
• Psicologi
• Psicoterapeuti
• Arteterapeuti
formati specificamente in queste tecniche. Viene usata con pazienti in terapia per elaborare questioni emotive profonde (es. traumi, lutto, disturbi dell’autostima).
Chi usa la fotografia terapeutica:
È utilizzata da chiunque, in modo autonomo o in contesti non clinici:
• Chi aspira a migliorare la percezione e la consapevolezza di sé
• Gruppi di auto-aiuto
• Workshop e mentoring educativi o creativi
• Progetti comunitari (es. per ridurre l’esclusione sociale o promuovere il cambiamento personale)
Non richiede un terapeuta e può essere praticata da fotografi che con sensibilità rispetto e una corretta formazione accompagnano singoli o gruppi in percorsi per migliorare il benessere, la consapevolezza o le relazioni interpersonali.
In entrambi gli approcci, sia individuale che di gruppo, la parte importante è riferita al processo emotivo e riflessivo, non la qualità tecnica delle immagini. Se sei interessato o interessata alla fotografia terapeutica sia in forma di sessione individuale, mentoring o laboratorio di gruppo, chiedi maggiori informazione compilando il form “contatti”.